I contenuti della pagina sono aggiornati al 01.02.2007.
In questa pagina parleremo del comportamento del personale di stazione e dei macchinisti in caso di guasto ai segnali per i treni.
Prima di ogni considerazione ricordiamoci che un segnale può essere trovato a via impedita (luce rossa) in quanto il tratto protetto dallo stesso è occupato da un altro treno ovvero, per i segnali di protezione e partenza delle stazioni abilitate, a valle dello stesso può essere in atto il movimento di un altro treno o di una manovra incompatibili con l'itinerario di arrivo o partenza del proprio treno. Inoltre il segnale può essere a via impedita per guasto dello stesso o di un ente che protegge (sezione di blocco, deviatoio, P.L., circuito di binario, ecc.)
Ricordiamoci inoltre che un segnale anormalmente spento o che presenti indicazioni errate (aspetti non previsti dal Regolamento sui Segnali) va considerato a via impedita. Per avanzare dai segnali stessi valgono le stesse norme di seguito riportate per i segnali incontrati a via impedita.
Un treno che incontra un segnale di protezione a via impedita deve comunque arrestarsi al segnale stesso prima di avanzare con le modalità di seguito indicate.

Qualora un segnale risulti spento o non possa essere disposto a via libera per guasto al segnale stesso o per altri motivi o qualora si abbia ricevuto l'ordine di ritenere tale segnale a via impedita comunque disposto, un treno può essere fatto avanzare in stazione con i seguenti modi:
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Si tengano presente i punti della suddetta tabella in quanto verranno ripetutamente richiamati (con il proprio numero) nelle spiegazioni successive.
Comunque il capotreno deve, dopo 3 minuti dalla fermata, mettersi in comunicazione telefonica con qualunque mezzo per accertarsi del presenziamento o meno dell'impianto. In caso di mancata risposta deve contattare il DM della località successiva o il Dirigente Centrale.
Il treno deve avanzare applicando, di iniziativa del macchinista, la marcia a vista sull'itinerario di arrivo e non superando la velocità massima di 30 km/h in tutto l'itinerario.
In caso di guasto ai passaggi a livello, al treno va sempre prescritta esplicitamente la marcia a vista specifica sugli stessi.
In riferimento all'elenco precedente possono essere utilizzati solo i modi di cui ai punti 1, 2 e 3.
I Segnali di protezione dei suddetti posti di servizio possono essere anche segnali di blocco (di partenza).
In ogni caso i treni possono essere fatti avanzare solo con i modi di cui ai punti 2 e 4 o a seguito di attivazione del segnale di avvio.
Nelle prescrizioni consegnate o trasmesse al treno, se il segnale svolge anche funzioni di blocco, devono essere indicati anche gli ordini per il superamento del segnale di blocco stesso (esistenza della via libera, ecc.).
Le prescrizioni possono anche limitarsi al solo ordine di avanzare fino al fabbricato di servizio del bivio ove il treno riceverà le ulteriori prescrizioni per il proseguimento.
I posti di passaggio dal doppio al semplice binario muniti sia di segnalamento di protezione che di partenza e presenziati da D.M. sono classificati stazioni abilitate.
Trattasi di caso eccezionale. Il capotreno (o il 2° macchinista) deve recarsi a piedi in stazione (o inviare un'altro agente del treno) per accertare l'effettivo impresenziamento della stazione. Dopo di che il treno può avanzare con marcia a vista non superando i 30 km/h e fermandosi prima di ogni gruppo di scambi per verificare la corretta disposizione degli stessi per il corretto tracciato.
Il treno avanzerà d'iniziativa del macchinista con marcia a vista non superando i 30 km/h. Se le suddette lettere sono accese a luce lampeggiante il macchinista dovrà inoltre fermarsi prima di ogni gruppo di scambi per verificare la corretta disposizione degli stessi per il corretto tracciato.
In caso di lettera "P" (linee con blocco automatico) il macchinista
dovrà prima cercare di comunicare con il dirigente movimento (D.M.) della
stazione successiva per sapere se il segnale è a via impedita a causa di un
treno fermo in linea davanti al proprio treno o meno. Nel primo caso il
macchinista attenderà al segnale di protezione mettendosi, dopo un certo tempo,
di nuovo in comunicazione con il suddetto D.M. fino a quando non gli verrà
comunicato che il treno successivo ha ripreso la marcia.
Qualora la suddetta comunicazione
non sia possibile (guasto ai telefoni) o in determinati tratti di linea
autorizzati dalla Sede Centrale ed indicati nei Fascicoli Linea, il macchinista
riprenderà comunque la corsa d'iniziativa dopo 3 minuti dall'arresto al
segnale. L'ingresso in stazione avverrà sempre con marcia a vista non superando
i 30 km/h e con l'applicazione delle precauzioni previste in caso di lettera
"P" accesa a luce lampeggiante.
Se il segnale di protezione, munito di lettera "P" o "D" accesa a luce fissa o lampeggiante, protegge anche passaggi a livello (sul segnale è presente anche una tabella riportante l'indicazione "PL" eventualmente preceduta dal numero di PL protetti se sono più di uno) il macchinista deve effettuare d'iniziativa la marcia a vista specifica in corrispondenza di tutti i P.L. protetti dal segnale anche se incontrati con le barriere regolarmente chiuse.
L'impianto deve considerarsi presenziato e in questo caso valgono le norme relative alle stazioni presenziate abilitate o disabilitate. In ogni caso il capotreno, dopo 3 minuti dall'arresto del treno al segnale, deve mettersi in comunicazione telefonica con il DM/DCO.
Se l'impianto è impresenziato, il DM della stazione successiva a quella impresenziata (ovvero il DCO) deve trasmettere apposita prescrizione per il superamento di tale segnale.
Il treno potrà superare il segnale solo dopo aver ricevuto tale prescrizione.
Il macchinista deve ricevere autorizzazione scritta dal guardablocco per il proseguimento della corsa. Il guardablocco può autorizzare il treno, con fonogramma o con segnali di manovra, ad avanzare fino alla cabina del posto di blocco stesso.
Tali segnali sono normalmente permissivi e portano una tabella bianca con una lettera "P" disegnata in nero o una tabella nera con lettera "P" luminosa che può essere accesa a luce fissa o lampeggiante oppure spenta.
Ogni qualvolta il macchinista incontri un segnale munito di lettera luminosa "P" spenta, il macchinista non potrà mai superare il segnale di iniziativa ma dovrà ricevere apposita prescrizione dal D.M. della stazione successiva o dal D.C.O. per il superamento del segnale stesso.
La prescrizione deve essere trasmessa con fonogramma registrato!
Il macchinista, dopo l'arresto, dovrà prima cercare di comunicare con il dirigente movimento (D.M.) della stazione successiva per sapere se il segnale è a via impedita a causa di un treno fermo in linea davanti al proprio treno o meno.
Nel primo caso il macchinista attenderà al segnale di protezione mettendosi, dopo un certo tempo, di nuovo in comunicazione con il suddetto D.M. fino a quando non gli verrà comunicato che il treno successivo ha ripreso la marcia.
Qualora la suddetta comunicazione non sia possibile (guasto ai telefoni) o in determinati tratti di linea autorizzati dalla Sede Centrale ed indicati nei Fascicoli Linee, il macchinista riprenderà comunque la corsa d'iniziativa dopo 3 minuti dall'arresto al segnale.
In ogni caso il macchinista avanzerà con marcia a vista, non superando la velocità di 30 km/h, fino a che non incontri un successivo segnale di 1ª categoria che indichi non via impedita o via libera con avviso di via impedita.
Sulle linee ove è presente la ripetizione segnali in macchina, il macchinista può riprendere regolarmente la corsa qualora riceva un codice che indichi che il successivo segnale di blocco o di protezione è disposto a via libera e non indichi avviso di via impedita.
Se il segnale di blocco protegge anche passaggi a livello (oltre la lettera P, nella tabella è riportata anche l'indicazione "PL" eventualmente preceduta dal numero di PL protetti se sono più di uno) il macchinista deve effettuare d'iniziativa la marcia a vista specifica in corrispondenza di tutti i P.L. protetti dal segnale anche se incontrati con le barriere regolarmente chiuse.
Se il segnale di blocco può assume permissività temporanea (protezione raccordi in linea, zone caduta massi, ecc.) le norme di cui sopra valgono solo se la lettera "P" è accesa a luce fissa o lampeggiante (in caso di protezione di zone caduta massi non esiste l'aspetto lampeggiante della lettera "P").
In caso di raccordi in linea, se la lettera è accesa a luce lampeggiante, il macchinista dovrà inoltre fermarsi prima del deviatoio del raccordo per verificare la corretta disposizione dello stesso per il corretto tracciato.
Una volta superato un segnale permissivo a via impedita, non occorre che il macchinista si fermi prima di eventuali ulteriori segnali permissivi disposti a via impedita ma deve continuare ad applicare le precauzioni sopra descritte specie se tali segnali proteggono P.L. o sono a permissività temporanea e la lettera "P" assume aspetto lampeggiante.
Tali segnali sono muniti di tabella con lettera "A" che può essere accesa a luce fissa, lampeggiante o spenta.
In caso di lettera "A" accesa a luce fissa o lampeggiante valgono le norme indicate per i segnali permissivi su linee con blocco automatico salvo che l'accensione della lettera "A" garantisce che la sezione di blocco a valle del segnale è libera e pertanto non viene effettuata alcuna marcia a vista sulla stessa.
Se la lettera "A" è spenta la sezione di blocco a valle è da considerarsi occupata ed il treno può avanzare solo dopo aver ricevuto un apposito dispaccio dal D.M. della stazione successiva o dal D.C.O..
In tali segnali il D.M. della stazione successiva può ordinare al capotreno di non riprendere la corsa fino a quando non verrà dato ordine scritto contrario. Il capotreno trasmetterà dispaccio di inteso di tale vincolo dopo aver avvisato verbalmente il macchinista.
I segnali di partenza, se unici od esterni, svolgono anche funzione di segnali di blocco. I segnali di partenza interni proteggono, invece, solo gli enti di un itinerario di stazione.
Nei successivi punti parleremo di dispacci di via libera telefonica il cui numero di registrazione (protocollo) deve essere riportato nei moduli con i quali si ordina al treno di partire con segnale a via impedita o con blocco guasto.
In realtà tali dispacci possono essere di "via libera" o di "giunto telefonico" e pertanto il numero può essere composto in maniera differente.
Il numero di un dispaccio di via libera vero e proprio è composto da due gruppi di due cifre casuali già prestampate nell'apposito protocollo di registrazione dei dispacci (M.100/VL) quindi, per esempio, si presenta nella forma 23/76.
Il numero di un dispaccio di giunto utilizzato sulle linee a doppio binario con blocco conta-assi (M.100) in caso di mancato funzionamento del tasto TlBca è composto da un numero progressivo da 1 in poi senza limiti (che ritorna a 1 ad inizio mese) e pertanto, per esempio, si presenta nella forma 256 (e viene trascritto come 256/- o 256/ ).
Il numero di un dispaccio di giunto ottenuto da un guardablocco / agente di guardia di una stazione disabilitata o di un posto di blocco intermedio presenziato (quest'ultimo su linee con B.E.M.) in caso di guasto o anormalità al blocco (M.100b) è composto da un numero progressivo da 1 a 1000 (che ritorna ad 1 solo dopo aver raggiunto il numero 1000) e da un numero saltuario di due cifre scelto a caso dall'agente di guardia / guardablocco e pertanto, per esempio, si presenta nelle forme 7/82 o 53/76 o 544/12 o 1000/33.
Tale segnale di partenza, oltre a proteggere gli enti di stazione dell'itinerario di partenza unico o esterno, protegge anche la linea e pertanto il D.M. dovrà anche accertarsi dell'esistenza della via libera di blocco elettrico e della conferma di chiusura di eventuali passaggi a livello di linea protetti da tali segnali.
In caso di mancanza di via libera di blocco elettrico il D.M. dovrà chiedere alla successiva stazione abilitata la via libera telefonica (sulle linee a doppio binario con blocco conta-assi, in caso di mancata liberazione dopo l'utilizzo del tasto TlB.ca, può essere utilizzato, come via libera telefonica, il dispaccio di giunto precedentemente ricevuto per lo spiombamento del suddetto tasto).
L'unica eccezione consiste in caso di guasto della 1ª sezione di blocco automatico a valle della stazione nel qual caso (salvo in alcune situazioni) il D.M. può licenziare il treno senza la via libera prescrivendo allo stesso la marcia a vista su tale sezione.
I treni vanno licenziati con mod. M.40DL ove verrà anche indicata l'esistenza della via libera di blocco elettrico, o di quella telefonica, ovvero la mancanza di via libera con ordine di marcia a vista sulla prima sezione di B.A. a valle della stazione.
Tale procedura si adotta anche nel caso eccezionale di partenza di un treno da binario sprovvisto di segnale di partenza.
Tale segnale protegge solo enti di stazione fino al successivo segnale di partenza interno od esterno e pertanto il treno verrà licenziato con mod. M.40DL senza far alcun riferimento all'esistenza della via libera.
In caso di partenza a via impedita da stazioni disabilitate il guardablocco/agente di guardia utilizza sempre il mod. M.40/DL compilandolo per la parte che gli compete.
Per l'indicazione dell'esistenza della via libera si veda quanto detto sopra per le stazioni abilitate considerando che il guardablocco/agente di guardia utilizza solo dispacci di giunto (ove previsto) e pertanto il numero della sua via libera è sempre composto da un gruppo di cifre progressive da 1 a 1000 seguito da due cifre saltuarie (p.es.: 722/36).
Il treno avanzerà d'iniziativa del macchinista con marcia a vista non superando i 30 km/h. Se le suddette lettere sono accese a luce lampeggiante il macchinista dovrà inoltre fermarsi prima di ogni gruppo di scambi per verificare la corretta disposizione degli stessi per il corretto tracciato.
L'accensione della lettera "A" ad aspetto fisso o lampeggiante (linee con B.ca o BEM) assicura anche l'esistenza della via libera di blocco elettrico.
In caso di lettera "P" (linee con blocco automatico) il macchinista
dovrà prima cercare di comunicare con il dirigente movimento (D.M.) della
stazione successiva per sapere se il segnale è a via impedita a causa di un
treno fermo in linea davanti al proprio treno o meno. Nel primo caso il
macchinista attenderà al segnale di protezione mettendosi, dopo un certo tempo,
di nuovo in comunicazione con il suddetto D.M. fino a quando non gli verrà
comunicato che il treno successivo ha ripreso la marcia.
Qualora la suddetta comunicazione non sia possibile (guasto ai telefoni) o in
determinati tratti di linea autorizzati dalla Sede Centrale ed indicati nei Fascicoli Linee (FL), il macchinista
riprenderà comunque la corsa d'iniziativa dopo 3 minuti dall'arresto al
segnale. L'ingresso in stazione avverrà sempre con marcia a vista non superando
i 30 km/h e con l'applicazione delle precauzioni previste in caso di lettera
"P" accesa a luce lampeggiante.
Se il segnale di protezione, munito di lettera "A" o "P" accesa a luce fissa o lampeggiante, protegge anche passaggi a livello (sul segnale è presente anche una tabella riportante l'indicazione "PL" eventualmente preceduta dal numero di PL protetti se sono più di uno) il macchinista deve effettuare d'iniziativa la marcia a vista specifica in corrispondenza di tutti i P.L. protetti dal segnale anche se incontrati con le barriere regolarmente chiuse.
Qualora tali segnali proteggano anche raccordi in linea, in caso di guasto del deviatoio di linea la lettera non assume mai l'aspetto lampeggiante ma si spegne.
L'impianto deve considerarsi presenziato e in questo caso valgono le norme relative alle stazioni presenziate abilitate o disabilitate. In ogni caso il macchinista, dopo 3 minuti dall'arresto del treno al segnale, deve mettersi in comunicazione telefonica con il D.M./D.C.O..
Se l'impianto è impresenziato, il D.M. della stazione successiva a quella presenziata (ovvero il D.C.O.) deve trasmettere apposita prescrizione per il superamento di tale segnale specificando anche che la tratta successiva è libera da treni (via libera di blocco elettrico o telefonico).
Il treno potrà superare il segnale solo dopo aver ricevuto tale prescrizione.