ANORMALITA' ALLA MARCIA DEI TRENI

I contenuti della pagina entreranno in vigore dopo il 30.09.2020

Ritardi e anormalità nella corsa dei treni


Parte Prima: principi generali.


 
1.     I Regolatori della circolazione, in relazione al servizio da svolgere, devono tenersi informati sulla marcia reale dei treni.
 
2.     Chiunque, nell’ambito delle proprie competenze, rilevi un’anormalità che possa compromettere la sicurezza della circolazione deve provvedere ad arrestare la circolazione con i mezzi di cui dispone, incluse le funzioni a tal fine disponibili nel sistema di segnalamento utilizzato, nella maniera più sollecita e tempestiva, in relazione alle circostanze e alle possibilità pratiche presenti al momento.
 
3.     Il regolatore della circolazione che rilevi o venga a conoscenza di una anormalità alla circolazione di un treno deve attivarsi tempestivamente per contattare l’agente di condotta. Nel caso in cui la comunicazione non sia possibile, il regolatore della circolazione deve attivare le procedure per il raggiungimento e l’immobilizzazione del treno e per l’eventuale soccorso dell’agente di condotta.
 
4.     In caso di anormalità che interessino la sicurezza della circolazione, fermo restando quanto previsto al comma 2, sulle linee appositamente attrezzate si deve inviare la “chiamata di emergenza” della rete GSM-R e comportarsi di conseguenza, secondo le specifiche istruzioni emanate a parte.
 
5.      Quando il personale dei treni noti qualche anormalità o irregolarità che possa compromettere la sicurezza del proprio o di altri treni, salvo disposizioni particolari, deve arrestare il treno e provvedere possibilmente per l’eliminazione dell’anormalità. Il personale dei treni deve inoltre comunicare, prima possibile, l’evento al Regolatore della circolazione interessato, fornendo tutti i possibili elementi utili ed in particolare:
a)       il ruolo di chi chiama e il numero del proprio treno;
b)      il punto di arresto (segnale, progressiva chilometrica, località di servizio, punto singolare della linea come individuato nel RS, opera d’arte, galleria, ecc.);
c)       la descrizione sintetica dei fatti accaduti, degli eventuali passeggeri coinvolti, dell’entità dei danni all’infrastruttura e al materiale rotabile e dell’eventuale coinvolgimento di treni di merci pericolose;
d)      gli eventuali altri treni interessati dall’anormalità;
e)       la presenza o meno dell’autorizzazione al movimento;
f)        in caso di coinvolgimento di treni di merci pericolose:
-   il numero e la posizione dei veicoli coinvolti;
-   il tipo di merce interessata (numero ONU e numero identificativo di pericolo);
-   l’eventuale presenza di ostacoli intorno al carro incendiato;
-   lo stato del luogo: vicinanza di edifici o altre strutture;
-   la descrizione delle caratteristiche ambientali (morfologia del terreno, presenza di corsi di acqua, di abitazioni, di scuole, di ospedali, di impianti industriali, ecc.) e della situazione meteorologica (presenza e direzione del vento, pioggia, neve);
-   eventuali dettagli sugli effetti dell’incidente verificatosi (ad esempio: avarie al materiale rotabile, rilascio di liquidi o gas, incendi, ecc.);
-   altre eventuali informazioni utili desumibili dalle “istruzioni scritte” previste dal RID;
g)       ogni altra notizia ritenuta utile.
In tale evenienza, ove necessario, l’Agente di condotta deve anche assicurare l’immobilità del treno.
 
6.     Quando si renda necessario l’arresto di un treno in linea, il personale di condotta deve evitare, compatibilmente con la situazione in atto, di arrestare il convoglio in corrispondenza dei viadotti o all’interno delle gallerie. Inoltre, se possibile tale arresto deve avvenire in corrispondenza di un posto di blocco intermedio, di una fermata o di un posto di esodo.
 
7.         È vietato far discendere per forza di gravità una colonna di veicoli o un veicolo isolato lungo la linea, regolandone la corsa con la sola manovra dei freni.
 
 
Parte Seconda: irregolarità al binario - prolungata sabbiatura.
 
8.         L’agente di condotta che riscontri, in un determinato tratto di linea o nell’ambito di una località di servizio, anormalità nella marcia del proprio treno (salti, sobbalzi, sbandamenti, ecc.) di origine imprecisata, ma tali da far comunque ritenere possibile l’esistenza di anormalità al binario, deve notificare tempestivamente, tramite gli strumenti di comunicazione disponibili e comunque non oltre la prima località di servizio incontrata, l’anormalità al Regolatore della circolazione, concordando con lo stesso, con criteri prudenziali, l’entità di una riduzione di velocità giudicata idonea per percorrere il tratto interessato e sempre che nella circostanza non siano giudicati necessari provvedimenti più cautelativi (p.e. interruzione della circolazione). L’agente di condotta deve indicare al Regolatore della circolazione i cippi chilometrici che delimitano il tratto interessato o, se ciò non risulta possibile, le località di servizio limitrofe.   
 
9.         Ricevuta la comunicazione di cui al comma precedente, il Regolatore della circolazione deve provvedere all’inibizione dell’inoltro dei treni sul binario interessato e richiedere  al Coordinatore Esercizio Infrastrutture (CEI) informazioni circa la presenza, nel tratto indicato dall’agente di condotta, di un “punto singolare” dell’infrastruttura, di cui alle istruzioni per i Servizi di vigilanza Linea, Armamento e Sede (ISV), e registrato come tale nelle apposite banche dati di RFI; deve infine provvedere alla richiesta di intervento dell’agente della manutenzione.
In caso in cui il CEI notifichi con comunicazione registrata la presenza di un “punto singolare” di cui sopra, il Regolatore della circolazione, disposta la ripresa della circolazione, deve istituire, nei modi d’uso, una riduzione di velocità a 30 km/h da rispettarsi sul binario interessato.
Qualora invece il CEI notifichi con comunicazione registrata l’assenza di un “punto singolare”, il regolatore della circolazione deve prescrivere ai treni interessati la riduzione di velocità concordata con l’agente di condotta di cui al comma precedente.
 
10.      Nel caso in cui si riscontri la rottura di una rotaia, la circolazione deve essere arrestata, salvo che l’agente della manutenzione non abbia dato le necessarie istruzioni per l’eventuale inoltro dei treni verso il tratto in soggezione, notificando per iscritto ai Regolatori della circolazione delle due stazioni limitrofe la riduzione di velocità, il binario interessato, le località di servizio o i cippi chilometrici delimitanti il tratto in soggezione; qualora la stessa sede ferroviaria sia comune a più linee con cippi chilometrici non coincidenti, il tratto in soggezione deve essere delimitato solo da località di servizio. I Regolatori della circolazione devono provvedere per l’avviso ai treni nei modi d’uso.
 
10 bis. I casi in cui l’agente di condotta, per necessità contingenti, effettui o rilevi una prolungata operazione di sabbiatura manuale o automatica, devono essere tempestivamente comunicati al Regolatore della circolazione, con comunicazione registrata, specificando con la maggiore precisione possibile la progressiva chilometrica in cui è avvenuta tale operazione. Il Regolatore della circolazione deve provvedere all’arresto della circolazione sul binario interessato e alla richiesta di intervento dell’agente della manutenzione.
 
 
 
Parte Terza: indebita presenza di persone o animali di grossa taglia lungo la linea.
 
11.      L’agente di condotta che rilevi l’indebita presenza o l’attraversamento della sede ferroviaria da parte di persone o animali di grossa taglia deve comunicare immediatamente tale anormalità al Regolatore della circolazione di giurisdizione, fornendo tutte le informazioni necessarie per la puntuale localizzazione dell’evento e attivando, se necessario, contestualmente la funzione GSM-R della “chiamata di emergenza”.
La segnalazione di cui sopra può essere effettuata, secondo le specifiche procedure emanate dalle imprese ferroviarie, anche a seguito del rilevamento in corso di viaggio di porte non correttamente chiuse e quindi riguardare la presunta caduta di viaggiatori da un treno.
 
12.      Il Regolatore della circolazione che verifichi o venga a conoscenza dell’indebita presenza o dell’attraversamento della sede ferroviaria da parte di persone o animali di grossa taglia, qualora non risulti necessario attivare misure più restrittive (p.e. interruzione della circolazione), deve praticare ai treni interessati, fino al ripristino delle normali condizioni, la seguente prescrizione: “Non superate velocità di 30 km/h emettendo ripetuti fischi da …  a … (oppure: sull’itinerario di arrivo/partenza di …) per … (motivo)”.
La riduzione di velocità di cui sopra deve essere delimitata dal punto in cui avviene la notifica fino al primo cippo chilometrico o località di servizio ubicati oltre il termine del tratto in soggezione; nel caso in cui la stessa sede sia comune a più linee con cippi chilometrici non coincidenti, il tratto sarà delimitato solo da località di servizio.
 
13.      Lo stesso Regolatore della circolazione deve inoltre provvedere per l’avviso ai treni circolanti sul tratto in soggezione, in ambedue i sensi e successivamente a quello che ha fatto la segnalazione, al fine di avere informazioni riguardo al persistere dell’anormalità precedentemente segnalata.
Qualora un agente di condotta comunichi con comunicazione registrata di non aver rilevato la presenza di persone o animali di grossa taglia, il Regolatore della circolazione può disporre per la cessazione della prescrizione.
 
14.      Le procedure di cui ai commi precedenti devono essere adottate anche nel caso di presenza, lungo la linea, di persone estranee all’esercizio ferroviario ma autorizzate per situazioni di emergenza.
Nel caso di indebita presenza di persone lungo la linea, all’Agente di condotta potrà essere anche prescritto, in assenza del personale ferroviario competente e in attesa dell'intervento degli organi di polizia, di riferire con comunicazione registrata la loro permanenza.
Sulla base di quanto riferito dall’agente di condotta può essere disposta la cessazione della prescrizione.
 
 
Parte Quarta: retrocessione dei treni.
 
15.      Un treno può retrocedere nella precedente località di servizio solo in casi eccezionali, a seguito dell’autorizzazione:
-        sulle linee con comando a distanza, del DCO;
-        sulle linee in dirigenza locale, del DM della località di servizio in cui deve retrocedere.
 
16.      Prima di autorizzare la retrocessione, il suddetto Regolatore della circolazione deve:
a)     accertare la libertà da veicoli del tratto di linea dalla stazione al punto in cui il treno è fermo, nonché la chiusura dei PL presenti; mancando tale secondo accertamento la retrocessione potrà essere autorizzata solo per il caso di cui al comma 17, prescrivendo all’agente di condotta la marcia a vista specifica su tutti i PL incontrati dal treno in retrocessione;
b)    attenersi alle eventuali disposizioni locali interessanti punti particolari della linea e dare avviso della retrocessione a tutti i posti intermedi e di linea;
c)     notificare all’agente di condotta le eventuali necessarie prescrizioni di movimento.
 
Sulle linee con comando a distanza, un treno che debba retrocedere in una stazione porta deve essere autorizzato dal DCO; questi, prima di concedere l’autorizzazione, deve avvisare verbalmente il DM ed ottenere da quest’ultimo la conferma con comunicazione registrata: “DCO … predisposto itinerario di arrivo per retrocessione treno … con segnale di protezione a via impedita”.
 
17.      Qualora il treno sia dotato di cabina di guida in testa e in coda, la retrocessione deve essere eseguita dalla cabina di guida che si trova in testa al convoglio nel senso della retrocessione.
In questo caso, l’agente di condotta deve richiedere al Regolatore della circolazione l’autorizzazione alla retrocessione, con comunicazione registrata, utilizzando la seguente formula: “DM/DCO … autorizzate retrocessione treno … con cabina di guida in testa senso retrocessione”.
Il Regolatore della circolazione, prima di autorizzare la retrocessione, deve provvedere a inibire l’inoltro di treni dalla stazione in cui il treno retrocederà fino al punto in cui questo si trova tramite i sistemi di segnalamento disponibili e predisporre l’itinerario di arrivo in stazione mantenendo comunque a via impedita il relativo segnale di protezione.
Il Regolatore della circolazione autorizzerà quindi la retrocessione con comunicazione registrata all’agente di condotta utilizzando la seguente formula: “Treno … siete autorizzato a retrocedere con cabina di guida in testa al convoglio fino al segnale di protezione (o all’allineamento con il segnale di protezione posto sul binario attiguo) di …”.
 
18.      Nel caso in cui in coda al convoglio non sia presente una cabina di guida, il veicolo di coda del treno, che costituirà la testa durante la retrocessione, deve essere presenziato da un agente appositamente abilitato a mansioni di sicurezza. Quest’ultimo deve rimanere in contatto continuo con l’agente di condotta a mezzo di comunicazioni dirette radiotelefoniche, in modo che il movimento sia tempestivamente arrestato qualora si dovessero interrompere le comunicazioni.
L’agente di condotta deve contattare il Regolatore della circolazione della stazione verso cui il treno retrocederà e richiedere l’autorizzazione alla retrocessione, con comunicazione registrata, utilizzando la seguente formula: “DM/DCO di … autorizzate retrocessione treno … con veicolo in testa presenziato”.
Il Regolatore della circolazione, prima di autorizzare la retrocessione, deve provvedere a inibire l’inoltro di treni dalla stazione in cui il treno retrocederà fino al punto in cui questo si trova tramite i sistemi di segnalamento disponibili e predisporre l’itinerario di arrivo in stazione mantenendo comunque a via impedita il relativo segnale di protezione.
Il Regolatore della circolazione autorizzerà quindi la retrocessione con comunicazione registrata all’agente di condotta utilizzando la seguente formula: “Treno … siete autorizzato a retrocedere con veicolo in testa al convoglio presenziato fino al segnale di protezione (o all’allineamento con il segnale di protezione posto sul binario attiguo) di  … ”.
 
19.      Nel caso in cui il treno da far retrocedere stia circolando con la via libera telefonica (ai sensi dell’allegato n. 2), il Regolatore della circolazione della stazione verso cui il treno retrocederà deve provvedere a fare annullare la via libera ricevuta con la seguente comunicazione registrata: “Per retrocessione treno … annullate vostra via libera n. …”.
Il Regolatore della circolazione che ha concesso la via libera, dopo il ricevimento di tale comunicazione, deve annullarla con la seguente comunicazione registrata: “Annullo mio dispaccio di via libera n. … per treno …”. Entrambi i DM devono inoltre annullare i dispacci relativi alla via libera sui moduli M100VL facendo apposita annotazione e riportando il numero del dispaccio di annullamento.
 
20.      Durante il movimento di retrocessione il convoglio non deve superare la velocità di 30 km/h, salvo limitazioni più restrittive dovute a prescrizioni di movimento notificate dal Regolatore della circolazione o a prescrizioni tecniche stabilite dall’IF interessata.
 
21.      Il rientro del convoglio in stazione deve avvenire previo arresto al punto indicato nell’autorizzazione, dal quale l’agente di condotta si deve annunciare al Regolatore della circolazione.
Nel caso di cui al comma 17, l’ingresso del treno avverrà secondo le norme comuni, considerando il convoglio non protetto dal sistema di protezione della marcia.
Nel caso di cui al comma 18, il convoglio raggiungerà il binario stabilito con movimento di manovra spinta.
In ambedue i casi, al termine della retrocessione l’agente di condotta comunicherà con comunicazione registrata al Regolatore della circolazione l’avvenuto ricovero completo del convoglio: “Treno …. ricoverato completo a …”. Nel caso in cui il ricovero avvenga in una stazione porta di una linea con comando a distanza il DM, a sua volta, darà avviso dell’avvenuto ricovero al DCO con comunicazione registrata.
La successiva ripresa della circolazione potrà avvenire solo dopo che il Regolatore della circolazione avrà ricevuto dall’agente di condotta la comunicazione di cui sopra.
Le specifiche modalità di circolazione devono essere stabilite a cura delle imprese ferroviarie a valle di idonee analisi di rischio. Il SSB deve essere inserito almeno in modalità “Manovra”.
 
22.      Sono ammessi limitati movimenti di regresso in piena linea per facilitare l’avviamento di un treno, per portare un treno fuori galleria o in particolari casi di effettiva necessità, purché il movimento non superi l’estesa di 500 m, si arresti comunque ad almeno 100 m dal primo segnale di prima categoria e sia preceduto, a 200 m, da un agente con segnale a mano. Le Unità Periferiche interessate possono emanare al riguardo specifiche norme restrittive valide per le linee con blocco elettrico manuale o in caso di punti singolari.
 
23.      In caso d’imminente pericolo la retrocessione di un treno può essere effettuata anche in deroga alle disposizioni di cui ai commi precedenti per il tratto strettamente indispensabile, osservando tutte le cautele che le circostanze consentono e facendo possibilmente precedere il convoglio da segnale a mano. Se il treno in retrocessione deve superare un segnale intermedio di blocco elettrico, la protezione di cui sopra sarà portata quanto prima possibile al limite di 1400 m ed ivi mantenuta finché permane l’impegno della sezione di blocco, salvo autorizzazione in contrario da parte del Regolatore della circolazione interessato.
 
24.      Sulle linee attrezzate con ERTMS/ETCS Livello 2, per la retrocessione valgono le specifiche istruzioni emanate a parte.
 
 
Parte Quinta: Spezzamento dei treni.
 
25.      Quando, per la rottura degli organi di attacco o altra accidentalità, un treno si spezzi in linea (spezzamento), se le condizioni degli organi di attacco lo permettono, le due parti del treno devono essere ricongiunte con le debite cautele e secondo le procedure interne dell’impresa ferroviaria interessata.
 
26.      Se il treno è rinforzato in coda il ricongiungimento delle due parti è sempre ammesso. Il movimento sarà effettuato, in quanto possibile, spingendo il materiale nel senso della salita.
 
27.      Non potendosi effettuare il ricongiungimento, l’impresa ferroviaria deve disporre per il ricovero nella stazione limitrofa delle due parti del treno e per l’immobilizzazione e la protezione dei veicoli ai sensi del RS fino alla loro rimozione.
 
28.      Resta inteso che l’agente di condotta deve sempre comunicare l’anormalità al Regolatore della circolazione ai sensi dell’articolo 25 del RS.
 
 
29.      Il recupero della parte lasciata in linea deve avvenire secondo le norme per il soccorso.
 
30.      Il Regolatore della circolazione che per primo viene a conoscenza dello spezzamento di un treno deve subito darne avviso con apposita comunicazione registrata alla limitrofa stazione abilitata.
 
31.      Se lo spezzamento di un treno avviene all’atto della partenza dalla stazione senza che si possa arrestare tempestivamente la prima parte, il Regolatore della circolazione deve provvedere a far retrocedere questa o ad inoltrare la seconda, prendendo con la stazione successiva i necessari accordi per la regolarità della circolazione.
 
 
Parte Sesta: ricognizione in linea.
 
32.      Il Regolatore della circolazione che rilevi o venga a conoscenza di un indebito arresto di un treno in linea deve contattare tempestivamente l’agente di condotta del treno stesso o, in caso di sua mancata risposta, il restante personale del treno. Non riuscendo a mettersi in contatto con il personale del treno, deve informare dell’accaduto il DCCM, che provvede ad avvisare il referente accreditato dell’impresa ferroviaria; quest’ultimo, se necessario e d’intesa con il DCCM, deve attivare le specifiche procedure per la gestione dell’emergenza.
 
33.      Per il raggiungimento e la successiva immobilizzazione del treno possono essere utilizzati, a seconda delle circostanze, treni circolanti sul binario attiguo o altri mezzi di ricognizione, quali le locomotive isolate o i mezzi d’opera scortati da personale di RFI, nonché mezzi stradali.
 
34.      L’inoltro dei mezzi di ricognizione deve essere effettuato:
a)       sul binario attiguo, se necessario previa interruzione per necessità di movimento (nel caso delle linee a doppio binario con binari fisicamente adiacenti);
b)      sullo stesso binario del treno fermo in linea, purché il mezzo di ricognizione sia inviato a seguito (nel caso delle linee a semplice binario e di quelle a doppio binario con binari fisicamente distanti).
 
35.      Il Regolatore della circolazione deve avvisare, con comunicazione registrata, dell’invio del mezzo di ricognizione gli eventuali posti intermedi e di linea presenti nel tratto interessato.
 
36.      Il Regolatore della circolazione, sulla base delle informazioni ricevute dal DCCM, deve prescrivere al mezzo di ricognizione:
‒      l’effettuazione della ricognizione tra le due località interessate, con marcia a vista non superando la velocità di 30 km/h ed emettendo segnalazioni acustiche;     
‒      l’arresto in prossimità del treno fermo in linea (in particolare della testa del treno, se trattasi di invio sul binario attiguo).
 
37.      L’arresto di un treno in linea può anche essere rilevato dall’invio di una segnalazione automatica di allarme da parte del treno a seguito dell’attivazione della frenatura di emergenza e della mancata operazione di riarmo della frenatura da parte dell’agente di condotta (funzione del GSM-R “allarme mancato riarmo freno”).
Tale allarme può essere inviato, in funzione dell’organizzazione dell’impresa ferroviaria, ad altro agente presente sul treno o al Referente accreditato dell’impresa ferroviaria.
Della notifica dell’allarme il Referente dell’impresa ferroviaria deve informare il DCCM concordando le modalità per il raggiungimento e l’immobilizzazione del treno fermo in linea, delle quali il DCCM deve portarne a conoscenza il Regolatore della circolazione di giurisdizione, fornendo tutte le informazioni necessarie per l’attivazione delle procedure di cui al precedente comma 32.
 
 
Parte Settima: circolazione in galleria.
 
38.      Nel caso in cui siano state riscontrate cattive condizioni di respirabilità in galleria, l’agente di condotta ne deve dare tempestiva comunicazione al Regolatore della circolazione che deve provvedere ad avvisare il DCCM e l’agente della manutenzione per l’adozione delle azioni necessarie. In ogni caso deve essere inibito l’invio di treni a trazione termica.
 
39.      Il personale dei treni, di stazione e di linea, che abbia fondati motivi per considerare pericolose le condizioni di respirabilità all’interno di una galleria, deve subito provvedere per l’arresto dei treni che si dirigono verso di essa. La percorribilità della galleria può essere ripristinata solo dopo benestare dell’agente della manutenzione.
 
Parte ottava: indebito superamento a via impedita dei segnali fissi (SPAD) o incidenti e inconvenienti di esercizio.
 
40.  Il Regolatore della circolazione, allorché rilevi un evento attribuibile all’operato del personale delle IF addetto alla condotta di treni e manovre, deve:
a)     arrestare o richiedere l’arresto del treno o della manovra qualora non fossero già fermi;
b)    notificare con comunicazione registrata l’evento all’agente di condotta;
c)     attivare gli avvisi e i flussi di comunicazione previsti dalle norme di esercizio e dalle procedure di RFI.
Qualora l’evento avvenga in linea oppure in una località di servizio diversa da una stazione, il Regolatore della circolazione che notifica l’evento all’agente di condotta dovrà provvedere a vincolare la ripresa della marcia al proprio nulla osta.
 
41.      Il personale che ha notificato l’evento provvederà a far pervenire l’avviso dell’accaduto al DCCM di giurisdizione con le modalità previste in base al sistema di esercizio della linea. Lo stesso personale resterà in attesa di disposizioni da parte del DCCM.
 
42.      Il DCCM, ricevuta notizia dell’evento, si dovrà interfacciare immediatamente con il Referente accreditato dell’IF per comunicare l’evento.
 
43.      Il Referente accreditato dell’IF, assunte le informazioni necessarie, dovrà provvedere in tempi brevi alla sostituzione del personale.
Tuttavia, previa comunicazione al DCCM, il Referente accreditato dell’IF potrà, valutato lo stato psico-fisico dell’Agente di condotta coinvolto, in coerenza con quanto previsto dal SGS della propria IF:
a)       in caso di arresto in stazione, richiedere all’Agente di condotta l’esecuzione delle manovre per il ricovero del materiale;
b)      in caso di arresto in piena linea, disporre la prosecuzione del treno fino alla prima località di servizio utile, indicata dal DCCM, purché il SSB sia presente e regolarmente inserito ed efficiente.
Il Referente accreditato dell’IF dovrà dare apposita comunicazione registrata delle decisioni assunte.
 
44.      In ogni caso, il DCCM, se i tempi di sostituzione del personale risultassero incompatibili con le esigenze di circolazione, o in assenza delle determinazioni da parte del referente accreditato dell’IF, potrà adottare le procedure per lo sgombero della linea.
 
45.      Il DCCM indicherà al personale di RFI che ha provveduto alla notifica dell’evento all’agente di condotta le determinazioni dell’IF e le decisioni assunte.
 
46.      I commi precedenti non si applicano qualora il segnale di partenza di una stazione di transito si disponga improvvisamente a via impedita e l’arresto del treno avvenga oltre tale segnale. In tal caso, per la ripresa della corsa l’Agente di condotta dovrà essere autorizzato dal Regolatore della circolazione con apposita prescrizione.
 
Parte nona: anormalità ad enti che hanno influenza su SCMT/SSC.
 
47.      In determinati casi, durante i lavori di manutenzione o riparazione ad enti (segnali fissi, blocco elettrico, ecc.) che hanno influenza su SCMT/SSC, è ammesso, solo di giorno, mantenere spenti i segnali interessati con le eventuali lettere luminose (“P”, “D” o “A”) spente. Tale provvedimento può essere adottato anche per i segnali di protezione propria dei PL con o senza barriere (artt. 53 1a) - 1b) e 53 bis del RS).
 
48.      I treni interessati devono essere avvisati con comunicazione registrata della presenza dei segnali mantenuti spenti. Tali segnali spenti, come stabilito nel RS, devono essere considerati a tutti gli effetti come segnali disposti a via impedita (e con le eventuali lettere luminose spente); per il loro superamento valgono quindi le specifiche procedure previste in questi casi.
 
49.      Nel caso particolare di segnale di avviso mantenuto spento, nella prescrizione da praticare ai treni deve essere precisato il segnale di 1ª categoria di cui svolge la funzione di avviso e di considerarlo come avviso di via impedita.
 

 

 

Soccorso ai treni

1.     In caso di impossibilità di marcia di un treno per cui si renda necessario procedere allo sgombero dell’infrastruttura, il ruolo di direzione e coordinamento è assunto da RFI, che stabilisce la modalità più idonea per l’attività in questione, secondo quanto stabilito nel Prospetto Informativo della Rete (PIR).
 
2.     Per il soccorso ai treni possono essere utilizzati mezzi di trazione o treni circolanti a seguito del treno da soccorrere, sulla base di accordi tra il DCCM e il referente accreditato dell’IF.
 
3.         Al verificarsi di inconvenienti che lascino presumere la necessità di dover richiedere soccorso, l’Agente di condotta deve darne immediato preavviso verbale al Regolatore della circolazione di giurisdizione o, sulle linee a dirigenza locale, al Regolatore della circolazione della località di servizio verso la quale il treno è diretto, fornendo tutte le informazioni necessarie. Il Regolatore della circolazione, ricevuto il preavviso, deve darne avviso al DCCM per gli adempimenti di competenza.
 
4.         L’Agente di condotta che ha dato il preavviso verbale di soccorso, se il problema permane, deve fare richiesta di soccorso entro un tempo stabilito nel PIR, con le modalità di cui al successivo comma 5; in caso contrario deve comunicare la disdetta e, se necessario, notificare con comunicazione registrata le eventuali limitazioni di velocità relative al successivo percorso. Se entro il suddetto tempo stabilito il Regolatore della circolazione non ha ricevuto ulteriori informazioni dall’Agente di condotta (richiesta di soccorso con comunicazione registrata o disdetta verbale) deve ordinare con comunicazione registrata all’Agente di condotta di non muoversi in nessuna direzione.
 
5.         La richiesta di soccorso, completa di tutti i dati, deve essere indirizzata, con comunicazione registrata, dall’Agente di condotta al Regolatore della circolazione che ha ricevuto il preavviso, utilizzando la seguente formula: “Treno …. (numero) tonn. …. (massa del treno) fermo per guasto locomotiva (precisare il guasto quando possibile) (oppure: per svio, investimento, ecc.) prossimità km … (indicare il punto singolare più vicino quando possibile) (oppure: nella stazione di… …). Occorre soccorso (aggiungendo, quando ne sia il caso: carro attrezzi, mezzi per il trasbordo, medici, ecc.)”.
 
6.         L’Agente di condotta di un treno che ha richiesto soccorso deve provvedere a esporre o far esporre, in punto opportuno, un segnale di arresto che servirà da orientamento per il convoglio di soccorso.
 
7.         Fatta la domanda di soccorso, ancorché venga in seguito a cessarne il bisogno, il treno fermo in linea non deve più muoversi in nessuna direzione prima dell’arrivo del soccorso stesso o di una specifica comunicazione registrata del Regolatore della circolazione a cui è stata fatta la richiesta. Solo in caso di imminente pericolo è ammesso, in entrambi i sensi, lo spostamento del treno per il tratto strettamente indispensabile, osservando tutte le cautele che le circostanze consentono e facendo possibilmente precedere il convoglio da segnale a mano ad una distanza di 1200 metri.
 
8.     Il Regolatore della circolazione che riceve la domanda di soccorso in linea deve darne immediato avviso al DCCM, comunicando tutti i dati necessari, e attendere dallo stesso le modalità più idonee per l’effettuazione del soccorso. Inoltre deve informare la stazione attigua al treno da soccorrere, trasmettendole la seguente comunicazione registrata: “Treno ... fermo in linea prossimità km ..... - chiesto soccorso (e occorrendo: carro attrezzi, mezzi per il trasbordo, medici, ecc.)” e prendere con la stazione stessa gli eventuali accordi del caso.
 
9.     Per l’invio del convoglio di soccorso deve essere effettuato un treno straordinario. Il convoglio di soccorso deve essere inoltrato in linea da una delle località di servizio attigue al binario occupato. Il Regolatore della circolazione al quale è stata rivolta la richiesta di soccorso deve autorizzare il convoglio di soccorso di iniziativa, o deve darne incarico al Regolatore della circolazione dell’altra località di servizio attigua al binario occupato.
 
10.      Il Regolatore della circolazione che invia il convoglio di soccorso sul binario occupato deve impartire, con comunicazione registrata, le necessarie istruzioni all’Agente di condotta del convoglio di soccorso stesso, che circola in ogni caso come treno, come di seguito precisato.
 
 
Invio del mezzo di soccorso in coda al treno fermo
 
Caso a): treno fermo nella prima o unica sezione di blocco
 
11.  Nel caso in cui il treno da soccorrere sia fermo sulla prima o sull’unica sezione di blocco, il Regolatore della circolazione deve notificare all’Agente di condotta del mezzo di soccorso, con comunicazione registrata, oltre alle ulteriori prescrizioni occorrenti, le seguenti prescrizioni:
‒      AdC treno … sarete istradati sul binario di linea (sulle linee a doppio binario banalizzate specificare di sinistra/destra) per soccorrere treno … fermo in prossimità km … fra … e …;
‒      Partite da … con segnale disposto a via impedita;
‒      Marcia a vista non superando la velocità di 30 km/h sull’itinerario di partenza;
‒      Proseguite con marcia a vista non superando la velocità di 30 km/h e arrestatevi al segnale d’orientamento posto a protezione del treno fermo da dove avanzerete con le necessarie cautele per accostarvi allo stesso per le operazioni di aggancio;
‒      Dopo l’aggancio la ripresa della corsa potrà avvenire a seguito autorizzazione del … (RdC di giurisdizione).
 
Caso b): treno fermo in una sezione di blocco intermedia
 
12.      Nel caso in cui il treno da soccorrere sia fermo su una sezione di blocco intermedia, il Regolatore della circolazione deve notificare all’Agente di condotta del mezzo di soccorso, con comunicazione registrata, oltre alle ulteriori prescrizioni occorrenti, le seguenti prescrizioni:
‒      AdC treno … sarete istradati sul binario di linea (sulle linee a doppio binario banalizzate specificare di sinistra/destra) per soccorrere treno … fermo in prossimità km … fra … e …;
‒      Avanzate fino al PBI/PBA … (segnale di blocco che protegge la sezione occupata dal treno da soccorrere) rispettando l’aspetto dei segnali;
‒      Dal segnale … (segnale di blocco che protegge la sezione occupata dal treno da soccorrere) disposto a via impedita procedete con marcia a vista non superando la velocità di 30 km/h e arrestatevi al segnale d’orientamento posto a protezione del treno fermo da dove avanzerete con le necessarie cautele per accostarvi allo stesso per le operazioni di aggancio;
‒      Dopo l’aggancio la ripresa della corsa potrà avvenire a seguito autorizzazione del … (RdC di giurisdizione).
 
 
Invio del mezzo di soccorso in testa al treno fermo
 
13.      Il Regolatore della circolazione, dopo aver accertato che il treno precedente quello fermo in linea è giunto nella propria località di servizio, deve notificare all’Agente di condotta del mezzo di soccorso, con comunicazione registrata, oltre alle ulteriori prescrizioni occorrenti, le seguenti prescrizioni:
‒      AdC treno … sarete istradati sul binario di linea (sulle linee a doppio binario banalizzate specificare di sinistra/destra) per soccorrere treno … fermo in prossimità km … fra … e …;
‒      Partite da … con segnale disposto a via impedita;
‒      Marcia a vista non superando la velocità di 30 km/h sull’itinerario di partenza;
‒      Proseguite con marcia a vista non superando la velocità di 30 km/h e arrestatevi al segnale d’orientamento posto a protezione del treno fermo da dove avanzerete con le necessarie cautele per accostarvi allo stesso per le operazioni di aggancio;
‒      Dopo l’aggancio la ripresa della corsa potrà avvenire a seguito autorizzazione del … (RdC di giurisdizione).
 
14.      In tutti i casi di soccorso, all’aggancio dei due convogli deve provvedere il personale del treno che ha richiesto soccorso. Qualora le operazioni per l’aggancio dei materiali, la prova freno o qualsiasi altra esigenza, richiedano l’impegno dell’interbinario da parte del personale dei treni, l’Agente di condotta deve comunicare tale esigenza al Regolatore della circolazione; quest’ultimo deve provvedere alla sospensione della circolazione sui binari attigui e notificare all’Agente di condotta con comunicazione registrata “AdC treno … sospesa circolazione sul/i binario/i attiguo/i”.
La necessità delle operazioni di aggancio deve essere comunicata dall’Agente di condotta al Regolatore della circolazione che, sulle linee che ammettono velocità massima superiore a 150 km/h, deve istituire una riduzione di velocità non superiore a 150 km/h sui binari attigui e successivamente notificare con comunicazione registrata “AdC treno … istituita riduzione di velocità sul/i binario/i attiguo/i”.
 
15.      Al termine delle operazioni tecniche necessarie, l’Agente di condotta del treno soccorso ne darà comunicazione al Regolatore della circolazione della località verso cui è diretto: “Treno soccorso n. … completate operazioni propedeutiche alla ripartenza. Richiesta autorizzazione al movimento di retrocessione/alla ripresa della marcia verso …”.
L’Agente di condotta rispetterà le prescrizioni di movimento in suo possesso per la tratta e il senso di marcia interessati, unitamente a quelle ulteriori notificate dal Regolatore della circolazione all’atto dell’autorizzazione alla ripresa della corsa.
Il numero del treno unito è quello del treno soccorso.
 
16.      Nel caso di prosecuzione verso la stazione successiva, nel senso della marcia del treno soccorso, il treno, dopo aver ricevuto l’autorizzazione dal Regolatore della circolazione (“Treno n. … siete autorizzato a riprendere la marcia”) riprenderà la marcia secondo le norme comuni.
 
17.      Nel caso di movimento di retrocessione, rispetto al senso della marcia del treno soccorso, il treno si muoverà con le norme previste per la retrocessione dei treni.
 
Soccorso con treno a seguito
 
18.      È consentito il soccorso di un treno viaggiatori fermo in linea con un altro treno circolante a seguito qualora esistano le seguenti condizioni:
a)       assenza di guasti o anormalità al blocco elettrico, ai sistemi di segnalamento e protezione della marcia, già a conoscenza del personale del treno o del Regolatore della circolazione;
b)      entrambi i convogli siano di materiale ordinario. In caso contrario la possibilità del soccorso è ammessa solo se prevista dalle procedure delle IF;
c)       la pendenza massima dei tratti di linea interessati non sia superiore al 15‰;
d)      il treno soccorritore non sia un treno trasportante merci pericolose.
 
19.      Il provvedimento deve essere autorizzato d’intesa tra il DCCM e il Referente accreditato delle IF interessate che indicheranno anche la località di servizio fino alla quale i due convogli devono viaggiare uniti.
 
20.      Le norme di esercizio sono analoghe a quelle previste per il caso di soccorso con locomotiva in coda al treno fermo, ad eccezione del numero del treno unito che, in questo caso, è quello del treno che ha prestato soccorso. Resta inteso quindi che l’eventuale comunicazione di “giunto” debba essere richiesta all’Agente di condotta del treno che ha prestato soccorso.
 
21.      Le IF dovranno elaborare apposite procedure interne per disciplinare tutti gli aspetti relativi alle operazioni di aggancio e ai controlli del proprio personale. Resta inteso che in tutti i casi il convoglio unito deve rispettare i limiti stabiliti dalle norme tecniche di esercizio della PGOS – IF.
 
22.      Sulle linee attrezzate con ERTMS/ETCS senza segnali fissi luminosi il soccorso ai treni, con mezzo di trazione o con treno a seguito, viene effettuato secondo specifiche procedure emanate a parte.
 
 
Trasbordo
 
23.      Il trasbordo può essere effettuato, previ accordi tra il Referente accreditato dell’IF e il DCCM, sia con un altro treno sul binario attiguo sia con un altro treno sullo stesso binario.
 
24.      Il trasbordo in linea dei viaggiatori su un altro treno attiene esclusivamente all’ambito di competenza delle IF che devono definire specifiche procedure interne che comprendano anche la preventiva verifica, da parte del personale delle IF interessate, di tutte le condizioni di sicurezza (utilizzabilità della sede ferroviaria per la discesa dei viaggiatori, condizioni ambientali in cui si effettua il trasbordo, ecc.) per i viaggiatori e per il personale dei treni. Le comunicazioni all’Agente di condotta del treno soccorritore fra cui, in particolare, il punto di fermata di quest’ultimo più adatto allo scopo e le modalità di avvicinamento, sono disciplinate dalle specifiche procedure delle IF interessate.
 
25.      Nel caso di trasbordo con un altro treno sul binario attiguo, la circolazione del treno soccorritore sul binario attiguo avviene secondo le norme comuni.
Nel caso invece di trasbordo con treno sullo stesso binario, il treno soccorritore deve essere inoltrato sul binario occupato con le norme del soccorso di cui ai commi precedenti; inoltre il Regolatore della circolazione deve disporre per l’interruzione del binario attiguo e successivamente notificare con comunicazione registrata all’Agente di condotta del treno soccorso: “AdC treno … Provveduto interruzione binario”.
 
26.      Le IF devono prevedere delle procedure interne finalizzate all’accertamento, prima della richiesta di autorizzazione alla ripresa della corsa a conclusione delle operazioni di trasbordo, che la sede ferroviaria sia libera da persone, attrezzature o altri ostacoli.
 
27.      La ripresa della corsa del treno su cui sono stati trasbordati i viaggiatori può avvenire solo dopo autorizzazione, con comunicazione registrata, del Regolatore della circolazione interessato all’Agente di condotta del treno soccorritore, integrata con eventuali ulteriori prescrizioni occorrenti relative alla circolazione in linea.