SUCCESSIONE DEI TRENI - PRECEDENZE - INCROCI

 

SUCCESSIONE DEI TRENI

3. La successione dei treni è normalmente rilevata attraverso appositi sistemi informatici di trasmissione del numero del treno.

In caso di loro indisponibilità, relativamente alle linee esercitate in dirigenza locale, per comunicare una successione o variata successione deve essere utilizzata una delle procedure di cui ai commi 4 e 5. Per le linee esercitate in comando a distanza invece l’indisponibilità dei suddetti sistemi informatici impone al DCO l’obbligo di dare comunicazione della variata successione alle stazioni porta interessate.

4. Ogni stazione deve comunicare preventivamente alla successiva stazione abilitata, la successione di tutti i treni da inviare a quest’ultima, con la seguente comunicazione registrata:

“Successione treni da … (nome della stazione): x, y, z, … (numero dei treni)”.

Il primo treno elencato nella successione è l’ultimo della precedente comunicazione registrata; esso va menzionato nella nuova comunicazione ma non ritrascritto.

Le stazioni devono disporre a via libera il segnale di protezione per un treno, solo dopo aver ricevuto la comunicazione della relativa successione rispetto al treno precedente.

 

VARIAZIONE DELLA SUCCESSIONE DEI TRENI: PRECEDENZE

1. In una stazione ha luogo una “precedenza normale” quando per disposizione d’orario un treno deve esservi trattenuto per lasciare proseguire un altro treno nello stesso senso. Le precedenze normali vengono determinate e fissate con le modalità previste nell’allegato n. 7.

Spetta al responsabile territoriale di giurisdizione in ambito circolazione, avvalendosi dell’orario grafico della linea, determinare e fissare le precedenze da indicare nell’apposito prospetto di stazione.

Quando in una stazione, per ritardi o per altre contingenze della circolazione, venga a modificarsi la successione di due treni prevista dall’Orario di servizio, si determina una “precedenza anormale”.

2. Il DCO e, sulle linee esercitate in dirigenza locale, il DC e ciascun RdC, sulla base dell’effettivo andamento della circolazione ferroviaria, possono intervenire, per quanto di competenza, per modificare la successione dei treni.

Qualora una stazione abbia comunicato alla stazione attigua abilitata una successione errata e comunque da modificare, essa non deve inoltrare treni la cui successione rispetto la precedente è variata, se non dopo aver provveduto a comunicare alla predetta stazione attigua la successione effettiva.

La relativa comunicazione registrata deve essere preceduta dalla parola “Rettifica”.

La successione dei treni comunicata con la comunicazione di rettifica sostituisce quella comunicata con le comunicazioni precedenti, fino all’ultimo treno in questi elencati.

5. Il RdC della stazione in cui viene a modificarsi la prevista successione dei treni deve avvisarne le stazioni interessate con la seguente comunicazione registrata:

“Treno ... precede treno ... da ...”.

Tale avviso deve essere esteso a tutte le stazioni interessate dalla variata successione, secondo specifiche procedure stabilite dalle Unità Periferiche interessate. Qualora dopo l’effettuazione di una precedenza anormale la stazione si disabiliti, il RdC, prima di lasciare il servizio, deve avvisare con comunicazione registrata anche la precedente stazione abilitata.

La comunicazione registrata deve essere trasmessa da stazione a stazione.

6. Relativamente alle procedure di cui ai precedenti commi 4 e 5, quando ci si trovi nell’impossibilità di comunicare ad una stazione la successione (comma 4) o una variazione della successione dei treni (comma 5), la stazione che invia un treno diverso da quello atteso dalla stazione successiva deve notificare al treno stesso di fermarsi al segnale di protezione della stazione attigua e di annunciarsi con comunicazione registrata al RdC al fine di permettere a quest’ultimo di identificare il treno e dare le opportune istruzioni.

In tal caso il RdC di quest’ultima stazione deve confermare all’AdC con comunicazione registrata la validità della via libera del segnale di protezione precisando il numero del treno.

Lo stesso RdC deve considerare non individuati tutti i treni che provengono dalla precedente stazione dopo quello ricevuto con la procedura sopradescritta.

I successivi treni devono essere fermati al segnale di protezione che potrà essere disposto a via libera solo dopo il riconoscimento da effettuarsi mediante scambio di comunicazioni registrate.

Analoghe norme valgono per i bivi presenziati, nonché per le stazioni disabilitate se presenziate.

 

INCROCI

1. Sulle linee esercitate a semplice binario i treni circolanti in senso opposto si incrociano in stazioni prefissate. L’incrocio fra due treni può essere “normale” (indicato in orario o di fatto) oppure “anormale” (in seguito a spostamento) e la stazione in cui viene fissato è denominata sede di incrocio.

Spetta al responsabile territoriale di giurisdizione in ambito circolazione, avvalendosi dell’orario grafico della linea, determinare e fissare gli incroci da indicare nell’apposito prospetto di stazione.

2. Nei casi previsti, il RdC che dispone per la partenza di un treno su linea esercitata a semplice binario deve preventivamente assicurarsi che siano giunti completi tutti i treni incrocianti o comunque attesi in senso opposto con le modalità stabilite nell’ISD.

3. Gli incroci normali d’orario vengono determinati e fissati con le modalità previste dall’allegato n. 8. Indipen­dentemente dagli incroci indicati in orario, una stazione deve ritenersi sede normale di incrocio di fatto quando, per limitazioni di percorso, ritardi o anticipi di corsa, venga a intercorrere nella stazione stessa, fra l’ora reale di arrivo di un treno e quella di partenza di altro in senso opposto, un intervallo di tempo uguale o inferiore a 15 minuti. Le situazioni di circolazione in cui si determinano incroci di fatto sono indicate nell’allegato n. 8.

4. Il DCO e, sulle linee esercitate in dirigenza locale, il DC, sulla base dell’effettivo andamento della circolazione ferroviaria, possono intervenire, per quanto di competenza, per spostare o disporre lo spostamento di un incrocio.

5. Sulle linee esercitate in dirigenza locale inoltre, se lo spostamento d’incrocio avviene tra la stazione sede d’incrocio e un’altra stazione non limitrofa, oppure fra due stazioni limitrofe abilitate ma tra di esse esista più di un posto di blocco intermedio, l’incrocio stesso, previamente deciso con intese verbali fra soggetti coinvolti (DC e/o DM interessati), si intende perfezionato solo dopo che il DM della nuova sede di incrocio lo abbia confermato al DM della precedente stazione sede di incrocio con la seguente comunicazione registrata:

“Tratterrò a … treno … per incrociare treno …”.

In mancanza di tale conferma, l’incrocio non può essere spostato.

Il DM della precedente stazione sede di incrocio, dopo che l’incrocio stesso sia stato stabilito, deve avvisare le stazioni interposte, fino alla nuova sede d’incrocio, con la seguente comunicazione registrata:

“Treno … incrocia treno … a …”.

6. È ammesso che lo spostamento d’incrocio interessi più di un treno da far trattenere rispetto ad un solo treno da far avanzare oppure viceversa. In tal caso, nelle relative comunicazioni registrate o nelle intese verbali, quando previste, deve essere indicato esplicitamente la quantità dei treni oltre al numero di ognuno.

7. Nel caso di cui al comma 5, lo spostamento d’incrocio si deve ritenere stabilito solamente dopo la trasmissione completa del dispaccio d’accettazione, ivi compresa la firma del DM, o dopo l’accordo verbale nei casi in cui tale dispaccio non sia previsto.

8. Sulle linee esercitate in dirigenza locale, di regola tutte le operazioni di competenza dei RdC, relative allo spostamento d’incrocio, devono essere compiute nella stessa stazione da uno stesso agente.