La circolazione FERROVIARIA ED IN PARTICOLARE LA CIRCOLAZIONE dei treni

I contenuti della pagina sono aggiornati al 03.01.2020.

 

 

 

Generalità

Per lo svolgimento della circolazione dei treni e dell'esercizio ferroviario sono individuate una serie di attività di sicurezza fra cui quella di "Gestione della Circolazione".

 

Gestione della circolazione

La circolazione dei treni è gestita, nelle stazioni ed in linea, dai Regolatori della Circolazione (RdC) e cioè:

In quasi tutte le linee a locale dirigenza la gestione della circolazione da parte dei DM viene "coordinata" da un "Dirigente Centrale" (DC) che regola la circolazione della linea o parte di essa dando disposizioni organizzative ai DM delle varie stazioni in particolare per l'effettuazione di precedenze, incroci, ecc. nonchè provvede a diramare a diramare alcuni avvisi come l'effettuazione di treni straordinari, la soppressione di treni programmati, la circolazione di trasporti eccezionali, ecc..

 

Sia le stazioni presenziate da DM sia quelle telecomandate dal DCO (impresenziate o presenziate da apposito incaricato) sono dette "abilitate al movimento" (o semplicemente "abilitate"). Una stazione "abilitata" può normalmente svolgere precedenze fra treni, manovre e, sulle linee a semplice binario, incroci fra treni.

Quando una stazione su linea non telecomandata è gestita da un agente con qualifica di "deviatore", questa viene detta "disabilitata". In essa non si possono effettuare incroci, precedenze o manovre. L'impianto svolge solo la funzione di distanziamento dei treni ed, eventualmente, servizio viaggiatori.

L'agente che presenzia la stazione è detto "Agente di guardia" o, sulle linee ancora gestite con Blocco Elettrico Manuale, "Guardablocco".

 

Alcune linee sono  normalmente chiuse al servizio commerciale e classificate come "linee turistiche" per la circolazione di "treni storici" . Su tali linee la gestione della circolazione pu√≤ essere ancora effettuata da un "Dirigente Unico" (DU) che provvede a gestire pi√Ļ stazioni. Tale sistema √® ormai "estinto" sulle linee gestite da RFI normalmente aperte all'esercizio.

 

Linee CON IMPIANTI "COMANDATI A DISTANZA" (ex "Telecomandati")

Riguardo alle linee ed agli impianti comandati a distanza (Posti Periferici o PP), questi possono essere distinti, ai fini della tecnologia applicata, come segue:

 

Le linee munite di ACCM/SCC-M rappresentano attualmente il massimo della tecnologia. Gli impianti sono comandati a distanza dal PCM. Nel PCM è possibile vedere con assoluta sicurezza lo stato degli enti di ogni impianto della propria giurisdizione e di inviare tutti i comandi necessari per gestire la circolazione e le anormalità nei posti telecomandati come se il DCO fosse il DM del Posto Periferico.

Nelle linee comandate a distanza tramite sistema CTC,  la sicurezza della circolazione √® comunque garantita dagli apparati di sicurezza e di blocco delle varie stazioni e della linea, nelle linee con SCC e con ERTMS i sistemi di telecomando di tali apparati sono realizzati con le pi√Ļ recenti tecnologie che offrono maggiore affidabilit√† e pertanto permettono una gestione pi√Ļ semplificata in caso di guasti agli apparati di stazione e di linea aumentando la regolarit√† della circolazione. Le tecnologie SCC e ERTMS permettono la gestione a distanza di un grande bacino di traffico.

L'ACCM, per la sicurezza data dalla tecnologia specifica, sta soppiantando i sistemi di comando a distanza tipo CTC o è in fase di istallazione nelle linee ancora gestite a dirigenza locale in particolare in quelle ove sono in opera impianti che, per quanto sicuri, sono oramai desueti.

 

Impianti COMANDATI A DISTANZA  su linea a dirigenza locale

Anche sulle linee a dirigenza locale alcuni impianti possono essere impresenziati e comandati a distanza dal DM di una stazione limitrofa. In tal caso di parla di telecomando punto-punto e il DM della stazione limitrofa assume le funzioni di Dirigente Posto Centrale (DPC). Tali telecomandi sono realizzati con tecnologia CTC o CTC evoluto.

Sulla rete possono essere presenti ancora alcuni impianti (di solito bivi, posti di passaggio dal doppio al semplice binario, ecc.) gestiti da un sistema di comando a distanza di vecchio tipo costituito in realit√† dalla remotizzazione di alcune funzioni dell'apparato centrale elettrico dell'impianto nella pi√Ļ vicina stazione. Il DM di tale stazione pu√≤ quindi effettuare alcune operazioni nell'impianto remoto (comandi di itinerario, manovra deviatoi, verifica stato circuiti di binario, sezioni di blocco, controllo deviatoi, ecc.) ma non pu√≤ effettuare tutte le funzioni di emergenza sugli enti dell'impianto remoto (alcune di queste devono essere effettuate solo sull'apparato del posto). Tali impianti sono sempre definiti come "telecomandati" o "comandati da remoto". In tali imianti non si applicano le norme degli impianti comandati a distanza da DCO o DPC. Gli impianti non sono evidenziati nei Fascicoli Linee con l'apposito simbolo previsto dalla Prefazione Generale all'Orario di Servizio ma sono individuati con una specifica annotazione riportata sul Fascicolo Stesso. Sempre in tali impianti non si usano pertanto i moduli di prescrizione previsti per le linee telecomandate ma quelli per le linee a dirigenza locale.

 

Modalità di circolazione sulle linee a doppio binario

In Italia, sulla rete gestita da RFI, sulle linee a doppio binario i treni circolano normalmente sul binario di sinistra.

Le linee a doppio binario possono distinguersi in:

 

 

0. Le circolazioni ferroviarie

Le modalità di circolazione dei rotabili ferroviari sulle linee e nelle stazioni sono stabilite dal Regolamento per la Circolazione Ferroviaria e recepite ne Regolamento per la Circolazione dei Treni (RCT).

Il RCT distingue i seguenti tipi di circolazione:

  1. treni;
  2. manovre.

 

Sui binari interdetti dal RdC alla circolazione di treni e manovre o, nell'ambito delle località di servizio in determinati casi, anche su quelli non interdetti posso circolari anche mezzi utilizzati per la costruzione, la manutenzione e la diagnostica dell'infrastruttura ferroviaria denominati mezzi d'opera.

 

1. I treni

Costituisce un treno qualunque convoglio (mezzo di trazione con o senza veicoli) che viaggia da una località di servizio ad un'altra ed a cui è stata assegnata una velocità specifica di marcia per ogni tratto di linea che percorre determinata sia dalla linea percorsa, sia dalle caratteristiche tecniche del convoglio.

La qualifica di treno viene assunta all'atto della partenza dalla stazione di origine, viene mantenuta nelle stazioni intermedie di fermata, e termina all'atto dell'arrivo (arresto completo) nella stazione di termine corsa.

Qualunque ulteriore movimento che avvenga nelle stazioni di sosta intermedie viene classificato come manovra.

 

2. Le manovre

Qualunque movimento di un convoglio all'interno di una localit√† di servizio viene classificato manovra. Ovviamente la fase di arrivo o di partenza di un treno all'interno del posto di servizio non sono da classificarsi manovre. Lo spostamento fra fasci di binari distinti di una localit√† di servizio pu√≤ avvenire anche con le stesse modalit√† previste per la circolazone dei treni. 

 

3. I mezzi d'opera

Per la manutenzione delle linee (armamento, linea elettrica TE, ecc.) vengono utilizzati mezzi speciali in genere denominati  "mezzi d'opera".

I mezzo d'opera possono circolare:

 

4. Numerazione dei treni

Ogni treno è individuato univocamente da un numero (eventualmente seguito dalle sigle "ante", "bis", "ter" o "quater") e da una data di effettuazione.

I treni vengono numerati in base al seguente schema:

Tipo treno Da A
Treno viaggiatori 1 29999
" " 30000 37799
Treni merci 37800 37999
" " 39000 99999
Treni di servizio (treni di locomotive isolate) 38000 38999

 

 

 

Comunicazioni telefoniche connesse con la sicurezza della circolazione

Qualunque comunicazione telefonica fra stazioni, o fra agenti di una stessa stazione che lavorano in fabbricati diversi, e riguardante la circolazione dei treni, avviene tramite telefono e viene trascritta su appositi registri detti "protocolli telefonici". Dette comunicazioni sono chiamate "dispacci".

Tutte le comunicazione scambiate con gli RdC vengono registrate. In tal caso determinati tipi di dispacci possono essere trasmetti mediante "comunicazione verbale registrata" e pertanto non necessitano di trascrizione nei protocolli telefonici ma solo di annotazione in dei "brogliacci".
 

Distanziamento dei treni fra le stazioni

Fra due stazioni i treni vengono distanziati tenendo conto delle loro capacità di fermarsi in precedenza di un ostacolo o di un segnale ferroviario che imponga l'arresto (segnale disposto a via impedita).

Il tratto di linea fra due stazioni viene suddiviso in una o pi√Ļ "sezioni" dette sezioni di blocco. Ogni sezione di blocco √® protetta da segnali di 1¬™ categoria come di seguito indicato a seconda del sistema di distanziamento utilizzato.

 

I sistemi di distanziamento dei treni normalmente usati sono i seguenti:

 

Su alcune linee della rete a scarso traffico o in attesa di ammodernamento sono ancora in uso il seguenti sistemi di distanziamento oramai da considerarsi "desueti" e per tanto in via di sostituzione:

 

Solo sulla linea di confine Nova Gorica - Gorizia C.le, gestita con normativa RFI, il  i treni vengono distanziati fra due stazioni "abilitate" (o, meglio, fra il segnale di partenza di una stazione abilitata ed il segnale di protezione della successiva stazione abilitata) mediante "dispacci" telefonici con formule particolari (blocco "telefonico") .

 

In caso di guasto dei sistemi di blocco elettrico o blocco radio questi possono essere sostituiti temporaneamente dal:

Avvisi ai treni (Prescrizioni)

La stazione che fa partire (mette in circolazione) un treno, provvede a consegnare al macchinista ed al capotreno degli ordini scritti relativi alla propria marcia. In particolare viene notificato con appositi moduli (tali elenchi non sono esaustivi):

 

Per la notifica delle prescrizioni ai treni, ove non previsti appositi moduli prestampati, si fa uso del modulo generico M.40. 

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